COME FUNZIONA E CHI PUO’ RICHIEDERLA

L‘Assistenza Domiciliare Integrata,nota con la sigla ADI è costituita da un insieme coordinato di attività sanitarie, con interventi di natura socio-assistenziale, diretti a curare, riabilitare e assistere anziani e tutte le persone non autosufficienti, a domicilio. Un’assistenza che si svolge presso il malato che ne ha necessità, sia che si tratti di un anziano che di un soggetto affetto da una malattia invasiva.

Questo servizio permette al paziente di avere un’adeguata assistenza socio-sanitaria, di evitare di ricorrere a ricoveri ospedalieri non appropriati, di non risiedere presso case di riposo o luoghi di cura per un lungo periodo e permette di tutelare e assistere il paziente durante il passaggio da un luogo di cura ad un altro.

L’Adi, è quindi considerata una forma assistenziale vantaggiosa per la qualità di vita del paziente e comporta benefici economici rispetto ad altre forme di ricovero extraospedaliero.Una soluzione che alleggerisce il peso affrontato dalle strutture ospedaliere, perché cura ed assiste il malato a casa sua.

Si tratta di un sostegno che, in base alle necessità effettive, può coprire alcuni giorni della settimana, oppure funzionare 7 giorni su 7. Il periodo di copertura va dai sei mesi a un anno, e deve essere accompagnata da una richiesta del medico di base, da presentare insieme alla copia della documentazione completa dello stato del paziente. Una volta che l’ADI viene accettata, l’assistito ha la possibilità di ottenere una serie di prestazioni assistenziali. Si tratta di ricevere un sostegno infermieristico, riabilitativo, di cura igienico-sanitaria, insieme ad alcune visite specialistiche. L’obiettivo di questo modello organizzativo è quello di poter integrare competenze professionali diverse, per rispondere ai bisogni di salute di tutti i soggetti che presentano le caratteristiche già descritte.

L’integrazione fra le professioni costituisce la condizione necessaria a realizzare una valutazione multidimensionale del paziente, progettando degli interventi ad hoc con modalità e tempi stabiliti, predisporre il Piano Assistenziale Individuale (PAI), e a erogare l’assistenza attraverso le figure dell’équipe multiprofessionale.

Come richiedere l’Assistenza Domiciliare Integrata?

Bisogna possedere dei requisiti previsti dalla normativa: hanno diritto ad ottenere l’ADI coloro che hanno perso l’autosufficienza, per sempre o per un lungo periodo. Quelli che non possono più camminare, o che sono totalmente dipendenti da una terza figura, e che hanno la possibilità di attivare gli interventi a domicilio.

Per quanto riguarda la domanda l’iter può variare a seconda della regione di residenza e della Asl competente. Come scritto in precedenza, la richiesta dovrebbe partire dal medico di base, ma può essere avanzata anche da uno specialista ospedaliero, dagli Assistenti Sociali o da un Distretto Sanitario Comunale.

Riassumendo, le attività che comprendono l’Adi sono:

  • la segnalazione, in favore della persona malata non autosufficiente, perché fruisca dell’assistenza domiciliare. Tutte le segnalazioni (anche quelle che avvengono in ambito ospedaliero) vengono effettuate dal medico di Medicina Generale. Alla segnalazione segue una valutazione preliminare del bisogno;
  • l’attivazione dell’ADI ad opera del medico di famiglia;
  • la valutazione multidimensionale e la formulazione del PAI;
  • la presa in carico;
  • l’erogazione dell’assistenza sanitaria, assicurata dal medico di medicina generale con le modalità previste nel piano personalizzato di assistenza;
  • le verifiche, che avvengono tramite riunioni e incontri tra il medico, il personale di coordinamento del Centro di assistenza domiciliare e quello del servizio di assistenza domiciliare;
  • la conclusione dell’attività si compie una volta raggiunti gli obiettivi assistenziali, la conseguente dimissione del paziente o il suo passaggio a un altro livello assistenziale, o con la morte dell’assistito.