DIABETE: PREVENZIONE E CURA DELLA MALATTIA

Dal 1991 per volere dell’ IDF (International Diabetes Federations) e dell’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) è stata istituita la Giornata Mondiale del Diabete. L’obiettivo della Giornata è sensibilizzare e informare l’opinione pubblica sul diabete, una malattia grave e diffusa la cui prevalenza, secondo l’OMS, è in continuo aumento.

Che cos’è il diabete? La malattia del ricambio, caratterizzata da aumento del glucosio nel sangue e dalla sua comparsa nelle urine. Se trascurata può dar luogo a gravi complicazioni a carico dei reni, del sistema cardiovascolare e del sistema nervoso; predispone inoltre alle forme infettive.

Solitamente quello più difuso è il diabete definito Mellico, causato da una deficiente produzione di insulina da parte del pancreas. Il Diabete Mellico può essere di due tipologie: il diabete mellico di tipo 1 (detto anche diabete immuno-mediato, circa il 10% dei casi) e quello di tipo 2 (detto anche diabete non immuno-mediato o dell’adulto, circa il 90% dei casi). I due tipi di diabete si distinguono l’uno dall’altro per una serie di caratteristiche:

  1. L’età dell’insorgenza: il dt1 (abbreviazione Diabete Tipo 1) si riscontra bruscamente già in età giovanile, il dt2 dopo i 35-40 anni di età
  2. Le cause: le cause del diabete di tipo 1 sono su base immunitaria e non hanno quindi alcun legame con le abitudini alimentari (“mangiare troppi dolci NON fa venire il diabete di tipo 1” come purtroppo ancora troppe persone pensano!!!!). Il diabete di tipo 1, è causato da un’insufficiente o assente produzione di insulina dovuta ad una sofferenza – e distruzione – delle cellule beta delle isole di Langherans del pancreas, le cellule deputate a produrre l’ormone insulina. Nel diabete di tipo 2, la componente genetica svolge un ruolo più importante rispetto al diabete di tipo 1, anche se il DT2 non può essere considerato una malattia ereditaria. Non sono, ovviamente, da trascurare fattori ambientali e individuali. Tra questi ultimi, per esempio il sovrappeso e l’obesità. C’è un rapporto stretto tra il peso corporeo e lo sviluppo di diabete di tipo 2. La maggior parte dei pazienti con diabete di tipo 2 (circa l’80%) sono in sovrappeso, con un tipico accumulo di grasso prevalentemente addominale (il cosiddetto grasso viscerale) che è considerato associato anche a un maggior rischio cardiovascolare . Anche la vita sedentaria e un’alimentazione sbilanciata concorrono all’insorgenza del diabete di tipo 2 in soggetti predisposti.
  3. I sintomi: Nel diabete di tipo 1 i sintomi sono sempre presenti. I primi segnali a cui fare attenzione sono tanta pipì e tanta sete, inusuali e senza cause apparenti. In questi casi, vale SEMPRE la pena di consultare il pediatra perché potrebbe essere in agguato il diabete di tipo 1 che va subito tenuto sotto controllo. Altri segnali importanti sono il dimagrimento e lastanchezza, anch’essi senza motivo apparente. Il diabete di tipo 1, raccomandano tutte le linee guida, va diagnosticato e trattato subito per evitare una rischiosa complicanza chiamata chetoacidosi diabetica (DKA), che nella fase più grave può portare a edema cerebrale con conseguenze neurologiche importanti, fino al decesso.
    Nel diabete di tipo 2, in sintomi (sete, necessità frequente di urinare, stanchezza, visione sfocata, maggiore frequenza ad infezioni urinarie e/o vaginali) sono di modesta intensità, quando presenti, spesso non lo sono. Il diabete di tipo 2, infatti, può decorrere anche per anni, in modo asintomatico (senza sintomi). Non è un caso che, spesso, venga scoperto di avere la glicemia alta, facendo degli esami del sangue per tutt’altro motivo. Proprio per questo, è consigliabile fare un esame della glicemia almeno una volta all’anno. Una diagnosi precoce consente di prevenirlo, in caso di prediabiete, tenerlo sotto controllo prima e soprattutto di rallentare l’evolversi delle complicanze del diabete agli occhi, ai nervi, ai reni, ai vasi e al cuore, al cervello (retinopatia, neuropatia, nefropatia, cardiopatia, ictus, piede diabetico, disturbi sessuali etc), anch’esse asintomatiche, che rappresentano il vero pericolo del diabete, soprattutto quando scompensato.
  4. La terapia: Nel diabete di tipo 1, la terapia con insulina iniettabile è indispensabile sin dall’esordio e dalla diagnosi della malattia. L’insulina è vita, senza di essa, si muore in pochi giorni. Nel diabete di tipo 2, la terapia è più scalare. In genere, si parte con modifiche sostanziali allo stile di vita (alimentazione e attività fisica) e se queste non sono sufficienti si associa una terapia con farmaci per bocca (farmaci orali) e/o per via sottocutanea (iniettivi non insulinici).

I numeri statistici ci mostrano quanto sia importante conoscere questa patologia per essere preparati una volta che si manifesta: Nel 2016 sono oltre 3 milioni 200 mila in Italia le persone che dichiarano di essere affette da diabete, il 5,3% dell’intera popolazione (16,5% fra le persone di 65 anni e oltre).