QUALI IPOTESI AVANZANO GLI ESPERTI

Dalla fine dell’estate, il Coronavirus ha ripreso circolare quanto e più di prima, facendo nuovamente precipitare moltissime nazioni, tra cui l’Italia, nell’incubo delle zone rosse, delle terapie intensive saturate e di tutto quel triste corollario a cui abbiamo già assistito la passata primavera. Abbiamo visto come lockdown, quarantene e  distanziamenti non sono sufficienti a porre termine a questa pandemia. Tutti ci chiediamo, allora, quando finirà la pandemia da Covid-19?

A questa domanda, non è facile dare una risposta certa, ma gli esperti avanzano delle ipotesi di vario genere.

  • 1 IPOTESI – IMMUNITA’ DI GREGGE: si può definire come una specie di protezione conquistata per via naturale, semplicemente infettandoci a livello globale e quindi acquisendo gli anticorpi necessari a proteggerci da nuove ondate. Una teoria considerata a livello scientifico possibile, come sottolineato anche da Nature, ma al momento molto lontana. Infatti come dimostrato in questi mesi, sono infinitamente poche le persone che hanno sviluppato anticorpi a lungo dopo aver contratto il Covid, tanto da esserselo anche ripreso in alcuni casi. Nel complesso, potrebbe quindi esserci una possibilità che, mano a mano che il virus si diffonde e soprattutto con l’arrivo di un vaccino in grado di fornire una prolungata protezione, nel giro di un paio d’anni ci saremo completamente liberati dalla pandemia di Covid-19.
  • 2 IPOTESI – VACCINO: Vaccino non vorrebbe dire comunque immunità immediata, certa e per tutti, ma senza dubbio si tratterebbe di un “antidoto” efficacissimo almeno per alcuni mesi, che però non dovrebbe far abbassare la guardia. Proprio in questi giorni, sono state somministrate le prime dosi agli operatori sanitari, per poi proseguire con gli anziani, fino ad arrivare al resto della popolazione. Anche a riguardo, la rivista Nature segnala come tutto dipenderà da quanto a lungo il sistema immunitario sarà protetto dopo la vaccinazione. Infatti se prendiamo in esempio il vaccino dell’influenza, i suoi effetti svaniscono nel tempo, ed è per questo che va ripetuto ogni anno. In conclusione, secondo gli esperti, l‘incidenza del Covid-19 dipende dalla durata dell’immunità. Se il vaccino dovesse indurre solo un’immunità di breve tempo, come avviene in effetti con altri Coronavirus, dai quali si è protetti per circa 40 settimane, allora potremmo assistere a epidemie annuali di Covid-19 che si fanno però via via più deboli.
  • 3 IPOTESI – CORONAVIRUS ENDEMICO: in questo caso il virus rimarrebbe latente nelle nostre società per riaccendersi in alcune situazioni, focolai o altro, ma immediatamente gestibili e senza gravi complicanze, né da un punto di vista di pericolosità della malattia né di sovraccarico del sistema sanitario. Secondo gli storici, le pandemie hanno tipicamente due tipi di fine: quella medica, che si verifica quando l’incidenza e il tasso di mortalità precipitano, e quella sociale, quando la paura per la malattia diminuisce. Infatti, la fine può quindi anche verificarsi non perché una malattia è stata sconfitta, ma perché le persone si stancano di vivere nel panico e imparano a conviverci. L’unica malattia che è stata completamente eliminata tramite la vaccinazione è il vaiolo, per il quale sono stati necessari decenni di campagne vaccinali condotte dagli anni ’60 fino agli anni ’80. Il vaiolo è stato così dichiarato la prima, e finora unica, malattia umana a essere completamente eliminata.

Lo scenario che si profila, quindi, è quello di una malattia che diventa endemica, con la quale dobbiamo imparare a convivere e per la quale dovremo probabilmente sottoporci a periodiche vaccinazioni obbligatorie. Una malattia che non ci prenderà più di sorpresa al punto da causare un lockdown globale, ma che ogni anno potrebbe provocare un certo numero di vittime, soprattutto in alcune zone del mondo e in alcuni periodi in cui la situazione viene presa sottogamba.

Secondo Allan Brandt, storico dell’Università di Harvard, “non sconfiggeremo il virus da un giorno all’altro. Definire la fine dell’epidemia sarà un processo lungo e difficile”.

Ovviamente, si parla di ipotesi e non di certezze. Rimangono fondamentali tutte le misure di prevenzione adottate finora e, con la vaccinazione possiamo sicuramente sperare che si crei una difesa abbastanza lunga da debellare gradualmente il virus.