COSA SI INTENDE PER “SALUTE MENTALE”? LA DEFINIZIONE DELL’ORGANIZZAZIONE MONDIALE DELLA SANITA’

La salute mentale è una condizione molto più difficile da comprendere e trattare rispetto a quella fisica. Questo perchè si va a lavorare a livello cognitivo su aspetti che non si riescono a toccare e che spesso si sottovalutano e non si trattano con le dovute attenzioni anche per scarsa conoscenza. Per aiutare nella loro avvisaglia e trattazione vi riportiamo quello che la Costituzione dell’Organizzazione Mondiale della Sanità intende per “Salute Mentale”, evidenziando cause concatenanti e conseguenze sugli individui.

“La salute è uno stato di completo benessere fisico, mentale e sociale, e non semplice assenza di malattia o di infermità”, così cita la Costituzione sopracitata.

I determinanti della salute mentale e dei disturbi mentali includono non solo attributi individuali quali la capacità di gestire i
propri pensieri, le proprie emozioni, i propri comportamenti e le relazioni con gli altri, ma anche fattori sociali, culturali, economici,politici ed ambientali, tra cui le politiche adottate a livello nazionale, la protezione sociale, lo standard di vita, le condizioni lavorative ed il supporto sociale offerto dalla comunità. L’esposizione alle avversità sin dalla tenera età rappresenta un fattore di rischio per disturbi mentali ormai riconosciuto e che si può prevenire.

A seconda del contesto locale alcuni individui e gruppi sociali sono molto più a rischio di altri di soffrire di disturbi mentali.
Questi gruppi vulnerabili sono per esempio (ma non necessariamente) i membri delle famiglie che vivono in situazioni di povertà, le persone affette da malattie croniche, i neonati e i bambini abbandonati e maltrattati, gli adolescenti che fanno uso per la prima volta di sostanze psicoattive, le minoranze, le popolazioni indigene, le persone anziane, le vittime di discriminazioni e violazioni dei diritti umani, lesbiche, gay, bisessuali e transgender, i prigionieri e le persone che vivono situazioni di conflitto, catastrofi naturali o altre emergenze umanitarie.

Le persone con disturbi mentali sperimentano tassi di disabilità e di mortalità notevolmente più elevati rispetto alla media.
Per esempio persone con depressione maggiore e schizofrenia hanno una possibilità del 40-60% maggiore rispetto al resto della
popolazione di morte prematura, a causa di problemi di salute fisica, che spesso non vengono affrontati (come cancro, malattie cardiovascolari, diabete o infezione da HIV), e di suicidio. Quest’ultimo rappresenta la seconda causa di mortalità nei giovani su scala mondiale.

Spesso i disturbi mentali influiscono su altre malattie, come il cancro, le malattie cardiovascolari e l’infezione
da HIV/AIDS, e sono a loro volta influenzate da queste; pertanto necessitano di servizi comuni e un’attiva mobilitazione di risorse.
E’ stato dimostrato, per esempio, che la depressione può causare una predisposizione all’infarto del miocardio e al
diabete, i quali, a loro volta, aumentano il rischio d’insorgenza di una depressione.
Numerosi fattori di rischio come una modesta condizione socioeconomica, l’alcolismo e lo stress si riscontrano comunemente sia nei disturbi mentali che in altre malattie non trasmissibili.
Si è constatato inoltre che spesso i disturbi mentali si accompagnano ai disturbi da uso di sostanze psicoattive.

Nel loro complesso, i disturbi mentali, neurologici e da uso di sostanze psicoattive, comportano costi elevati, che hanno raggiunto il 13% del carico globale di malattia su scala mondiale nel 2004. La depressione da sola rappresenta il 4,3% del carico globale di malattia ed è una delle principali cause di disabilità a livello mondiale (11% degli anni di vita vissuti con una disabilità nel mondo intero), particolarmente nelle donne. Le conseguenze economiche di queste condizioni di compromissione della salute sono altrettanto importanti: un recente studio ha stimato che l’impatto cumulativo dei disturbi mentali a livello mondiale in termini di perdita della produzione economica ammonterà a 16.300 miliardi di dollari tra il 2011 e il 2030.

I disturbi mentali fanno spesso precipitare gli individui e le loro famiglie in una condizione di povertà.
La perdita della casa e la detenzione inappropriata è molto più frequente nelle persone con disturbi mentali che nella popolazione generale, ed aggravano ulteriormente la loro condizione di emarginazione e la loro vulnerabilità. A causa della stigmatizzazione e della discriminazione, le persone con disturbo mentale vedono violati i loro diritti umani e molte di loro vengono private dei loro diritti economici, sociali, e culturali – sono vittime di limitazioni nel diritto al lavoro, all’istruzione, alla procreazione ed alla possibilità di ottenere le migliori condizioni di salute.